Al mercoledì sera, artisti, tecnici, amici, con in comune una passione per la ceramica, ci ritroviamo in un locale presso la Forme 2000 di Sassuolo; è l'immediatezza e la naturalezza che fa della tecnica Raku un bel modo di fare ceramica in questa circostanza. 
La tecnica è giapponese, ed è una filosofia che le da vita; la sua casualità è l'opposto polo dell' attento processo di perfetta riproduzione stereotipata di piastrelle, ma è essenzialmente quel pretesto che mancava per confrontare e fondere idee ed esperienze. 
Il concetto di lavoro metodico nella ricerca e nella realizzazione di ceramiche per rivestimenti,viene abbandonato al mercoledì sera, quando finito il dovere, le idee che non trovano spazio sulle piastrelle, le idee più recondite, prendono forma plasmando argille refrattarie, ricevono smalti e colori per poi essere affidati subito al fuoco; da questo le forme, una volta incandescenti, verranno tolte bruscamente, e nel buio sarà la loro massa rovente che illuminerà e renderà calore. 
L'argilla, gli smalti fusi, quasi liquidi, decorati con ossidi metallici, hanno già subito l'irreversibile trasformazione chimica, e ne subiranno una più alchemica, sepolti nella segatura, immersi nel fumo generato dagli organici più svariati. 
La violenta riduzione restituirà riflessi ed effetti metallici, superfici screpolate, annerite; come per la pietra filosofale, la terra diventerà d'oro. 
Ancora roventi, in una nube di vapore, le opere, strideranno, soffieranno, gorgoglieranno quando verranno gettati nell'acqua fredda. 
E' l'opera combinata dell'artista, del fuoco dell'argilla, del metallo, dello smalto, dell'aria, dell'acqua, indipendenti l'uno dagli altri e che nella rapidità istintiva delle azioni, danno origine sempre a qualcosa di aspettato e qualcos'altro d'inaspettato, ma che si rivela il risultato esoterico della somma delle operazioni. 
Un'opera Raku, dà subito la sensazione di essere sempre esistita, di essere un'arcana materia generata dalla natura, materializzando le forme, la sostanza, i colori, reminescenze della creazione. 
Formella MM è il nome del circolo, che non ricerca le qualità funzionali ed estetiche essenziali per la cerimonia del tè, piuttosto le opere realizzate, vengono offerte per beneficenza, ed il clima in cui si opera non è quello in cui una casta sacerdotale buddista beve tè come stimolante per le lunghe veglie di preghiera, ma quello semmai più gioviale dove alla realizzazione degli oggetti si intervallano ampie pause, dove la bevanda ufficiale è il lambrusco e dove alle cotture Raku si alternano le cotture delle tigelle, e magari se si tira a far tardi, ormai non è più per profonde meditazioni. 
Illustri artisti quali Ludovico Asirelli, Gianfranco Morini, Mauro Ingrami, ed altri, hanno tenuto a battesimo Formella MM, mettendo a disposizione la loro esperienza e le loro opere,partecipano agli incontri, insegnanti di scuole d'arte che incontrano dopo anni loro allievi cogliendo nuovamente l'occasione per una tirata d'orecchi, bravi artigiani portano qualche smalto segreto dalle virtù miracolose. 
Direi, augurando a Formella MM lunga vita, che mancava a Sassuolo una circostanza di questo tipo,e potrebbe essere un incentivo in un comprensorio ceramico dove i creativi, la conoscenza e i materiali non mancano, ad estendere oltre il quadrato della piastrella, nella terza dimensione estro e fantasia.

Dario Brugioni